Il bianco e nero con Rawtherapee

Scritto da chlnx @altragraph 13 dicembre 2013

Quella che segue è giusto una breve descrizione dei tre metodi principali con cui, in Rawtherapee, si può convertire una fotografia a colori in bianco e nero (scala di grigio). Ad eccezione del metodo basato sulla desaturazione, gli altri (miscelatore canali, BW toning e Black-and-White) offrono moltissime possibilità di regolazione. Combinando vari strumenti si possono ottenere numerose varianti per cui consiglio di fare sempre riferimento al manuale del software (disponibile anche in italiano e in diversi formati). [Aggiornamento 14/01/2014]

Metodo 1: desaturazione

La desaturazione semplice, come già detto in un precedente post, non è mai il metodo migliore per la conversione da colori a scala di grigio. In alcune circostanze si possono ottenere risultati accettabili ma in genere vengono perse diverse informazioni (come mostrato sotto). Questa modalità è pertanto sconsigliata.

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Rawtherapee: effetto “Lomo”. LC-A+ Elitechrome

Scritto da chlnx @altragraph 3 dicembre 2013

In questo post vediamo come riprodurre un effetto “lomo” con Rawtherapee. Il risultato è simile all’effetto già realizzato con Darktable e tiene conto dello split tonig (divisione dei toni) effettuato utilizzando le curve RGB. Ovviamente valgono — e non ci stancheremo mai di ripeterlo — le stesse considerazioni generali sugli effetti: ogni fotografia ha le sue caratteristiche e necessita di regolazioni personalizzate. Quella che segue è, pertanto, una serie di considerazioni generali. Sta a voi poi perfezionare ed adattare l’effetto alla particolare immagine che vi apprestate ad elaborare.
Prendiamo come esempio una bella fotografia di Amir Kuckovic (rilasciata con licenza CC):

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Photo Credit: Amir Kuckovic via Compfight cc

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Bianco e Nero: stili base per Darktable

Scritto da chlnx @altragraph 2 dicembre 2013

Della fotografia in bianco e nero abbiamo già discusso tempo fa in un articolo che ne introduceva le principali tecniche di elaborazione in ambiente Linux e con software open source. Ogni foto ha le sue caratteristiche e per questo non esistono filtri (stili) universali, in grado cioè di garantire risultati ottimali. E’ quindi necessario, sempre, trattare l’immagine come un elemento unico, particolare, le cui regolazioni dipendono da caso a caso.
Quelli che seguono sono pertanto degli stili base che vanno personalizzati di volta in volta. Per generare l’immagine in scala di grigio si è scelto la via del miscelatore canali.

Stile “Base“: Miscelatore (Generic B/W; 0.24 – 0.68 – 0.08), Esposizione (auto). Genera un bianco e nero privo di forti contrasti, leggermente “retrò”. Si possono sperimentare vari valori RGB nel miscelatore (la tabella nell’articolo precedente)

Photo Credit: vïkïng via Compfight cc

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Il bianco, il nero e l’open source (prima parte)

Scritto da chlnx @altragraph 13 settembre 2013

Convertire una fotografia a colori in una fotografia in bianco e nero può essere più o meno semplice. I risultati, analogamente, possono essere più o meno buoni. Tutto dipende dal metodo utilizzato.
Una prima considerazione da fare è che alcuni metodi comportano una perdita di informazioni e vanno assolutamente evitati. Prendiamo come esempio l’immagine seguente (la potete scaricare o crearne una vostra con Gimp).

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Una banale desaturazione produrrà il seguente risultato:

desaturazione

E’ evidente che le differenze presenti nella foto a colori sono andate quasi completamente perdute.
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Android e la fotografia: i migliori editor gratuiti

Scritto da chlnx @altragraph 24 luglio 2013

Con uno smartphone oggi si può fare tanto. Quelli di fascia medio-elevata hanno fotocamere di buona qualità e in diversi casi possono sostituire le classiche macchine fotografiche. In più sono disponibili varie applicazioni che consentono di ritoccare le immagini in maniera rapida ed efficace. Questo rende gli smartphone dei dispositivi all-in-one per la fotografia utili soprattutto quando non si ha molto tempo a disposizione.
Fotografare con una reflex, acquisire ed elaborare le immagini con un software professionale sono le tre fasi di un processo molto complesso che richiede pazienza e soprattutto una discreta competenza.
Fotografare con uno smartphone ed applicare con questo alcune regolazioni di base all’immagine sono più alla portata di tutti. E con un po’ di esperienza si possono ottenere dei risultati anche molto buoni.
Di applicazioni (editors) per Android ce ne sono un numero elevato. Passarle in rassegna tutte sarebbe inutile. Di seguito le quattro che, personalmente, considero le migliori:
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